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	<title>hcad</title>
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	<description>Hard Core Architecture Design</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Jan 2012 22:39:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Under My Skin</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 17:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, per strada Non centra molto l&#8217;immagine con la canzone di Cole Porter .. anche perché non è proprio il caso di un &#8230;:&#8221;So deep in my heart that you&#8217;re really a part of me&#8221; come recita ad un certo &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/354">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://hcad.it/archives/354/umsrid" rel="attachment wp-att-355"><img class="size-full wp-image-355 aligncenter" title="UmSrid" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/09/UmSrid.jpg" alt="UnderMySkin" width="600" height="468" /></a></p>
<p>Milano, per strada</p>
<p>Non centra molto l&#8217;immagine con la canzone di Cole Porter .. anche perché non è proprio il caso di un &#8230;:&#8221;So deep in my heart that you&#8217;re really a part of me&#8221; come recita ad un certo punto il testo.<span id="more-354"></span></p>
<p>Solo che il prosperare di queste architetture &#8220;ricoperte&#8221; mi genera una certa inquietudine, sicuramente mi lascia un che di non risolto che non so spiegare, come se dovesi capire o decidere cosa c&#8217;è di fuori posto. Soprattutto se sono io fuori posto a provare tutto questo disagio.</p>
<p>Dovrei essere più laico, gli architetti dovrebbero essere più laici, del resto fanno un lavoro come gli altri mica svolgono una missione, ma c&#8217;è qualche cosa forse nella mia formazione o nell&#8217;educazione che mi è stata data &#8230; forse sono l&#8217;ultimo dei Neo-Platonici&#8230; c&#8217;è qualcosa che mi fa preferire il mattoncino in klinker della facciata originale a quella ventilata in cotto alla Renzo Piano.</p>
<p>photo by: hcad</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Flesso</title>
		<link>http://hcad.it/archives/308</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 13:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[architecture]]></category>
		<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, studio Come spesso accade il complesso di inferiorità dell&#8217;architettura verso le altre discipline e verso la realtà in genere, produce dei mostri ideologici e culturali, per nutrirli l&#8217;architettura sposa dei termini che non gli sono propri. Da che le &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/308">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>    <iframe src="http://player.vimeo.com/video/24238307" width="500" height="375" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Milano, studio</p>
<p>Come spesso accade il complesso di inferiorità dell&#8217;architettura verso le altre discipline e verso la realtà in genere, produce dei mostri ideologici e culturali, per nutrirli l&#8217;architettura sposa dei termini che non gli sono propri.<br />
Da che le cose si sono fatte troppo veloci, architetti e critica incespicano nell&#8217;affannoso tentativo di rincorrere un contemporaneo che è già altrove.</p>
<p><span id="more-308"></span></p>
<p>Già all&#8217;inizio del secolo scorso l&#8217;architettura fu FLESSIBILE, non poteva certo rimanere insensibile all&#8217;estetica della &#8220;macchina&#8221;, del moderno e di tutti quei pezzi in elegante e sincronico movimento.<br />
Il tutto si tradusse in complicati arredi che si trasformavano in 100 cose diverse e in altrettante funzioni sempre abbastanza simili, appagando quella fastidiosa e puerile necessità del colpo di genio che pervade generazioni di architetti.</p>
<p>La FLESSIBILITÀ torna ora prepotente alla ribalta dal momento che per tale si definisce il concetto in base al quale un lavoratore non rimane costantemente al proprio posto di lavoro a tempo indeterminato, ma muta più volte, nell&#8217;arco della propria vita, l&#8217;attività occupazionale e/o il datore di lavoro.</p>
<p>Ne consegue che un architettura FLESSIBILE terrà conto delle mutazioni sociali che queste dinamiche dovrebbero creare, in una virtuosa dialettica tra le richieste dei soggetti (per quanto complessi) e l&#8217;offerta del nuovo patrimonio edilizio, grazie alla quale l&#8217;abitazione si trasforma &#8220;muta&#8221; a seconda delle nuove esigenze dei soggetti stessi..<br />
La cosa se si vuole è ancora più ambiziosa, non più complicati arredi che si adattano alle nostre vite, ma ambienti che si trasformano si adattano al variare della quantità/qualità di corpi che li abitano&#8230;</p>
<p>È un vero peccato per cui che tale ambizione naufraghi di fronte al fatto che la di oggi FLESSIBILITÀ non descriva il lavoratore che nell&#8217;arco della propria vita &#8220;muta&#8221; attività e/o il datore di lavoro, ma parli di quei corpi, appunto, che dall&#8217;occupazione vengono espulsi definitivamente.<br />
L&#8217;unica architettura FLESSIBILE oggi umanamente sostenibile sarebbe quella in grado di seguire le orbite di questi corpi.</p>
<p>video by: hcad</p>
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		</item>
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		<title>Aedicula</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 20:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[work]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, studio Committente: Casati Management Sagl L&#8217;edicola è una struttura architettonica relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l&#8217;elemento che vi è collocato&#8230;&#8230;&#8230; zot &#8230;&#8230;&#8230;.Può essere una struttura a sé stante, oppure essere appoggiata ad &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/259">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/259/kioskhcad-2" rel="attachment wp-att-272"><img class="alignnone size-full wp-image-272" title="kioskHCAD" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/05/kioskHCAD1.jpg" alt="" width="600" height="600" /></a></p>
<p>Milano, studio</p>
<p>Committente: Casati Management Sagl</p>
<p>L&#8217;<strong>edicola</strong> è una struttura <a title="Architettura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura">architettonica</a> relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l&#8217;elemento che vi è collocato&#8230;&#8230;&#8230; zot &#8230;&#8230;&#8230;.Può essere una struttura a sé stante, oppure essere appoggiata ad una parete da cui sporge. In questo secondo caso la struttura architettonica dell&#8217;edicola (colonne e frontone) può costituire l&#8217;inquadramento di una <a title="Nicchia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicchia">nicchia</a> ricavata nella parete. Edicole di piccole dimensioni possono essere anche scolpite in un solo pezzo, invece che costruite con elementi separati, ovvero l&#8217;inquadramento a edicola di una nicchia può essere dipinto. La forma architettonica assume quindi una funzione estetica di inquadramento e di evidenziazione e l&#8217;edicola può costituire anche una decorazione fine a sé stessa, senza ospitare alcun oggetto al suo interno.</p>
<p>[<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edicola">http://it.wikipedia.org/wiki/Edicola</a>]</p>
<p><span id="more-259"></span></p>
<p>Avrei almeno altre cento funzioni a cui far riferimento per un edicola oggi e almeno dieci categorie in cui sistematizzarle, ciò che più mi colpisce è che in buona parte di queste è assente l&#8217;uomo o qualsiasi sua rappresentazione.</p>
<p>Quello che passa nel progetto, come studio per la flessibilità di impiego e l&#8217;adattabilità ambientale così come tutto ciò che è pensato per l&#8217;ottimizzazione della produzione e del trasporto, è un meticoloso processo per la rimozione di qualsiasi interferenza che non sia strettamente necessaria alla manutenzione.</p>
<p>design by: hcad</p>
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		</item>
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		<title>Wish You Were Here</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 20:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Lomellina, da qualche parte photo by: hcad]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/252/lomellinalow" rel="attachment wp-att-253"><img class="alignnone size-full wp-image-253" title="lomellinaLOW" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/04/lomellinaLOW.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Lomellina, da qualche parte</p>
<p>photo by: hcad</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Bottoni in volo</title>
		<link>http://hcad.it/archives/241</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 14:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[work]]></category>

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		<description><![CDATA[Belgioioso, Officina Casati Il titolo ha molto poco a che fare con questo lavoro, o più precisamente c&#8217;entra solamente da un punto di vista molto personale, si tratta della prima fase di lavorazione per tavolo riunione in ferro, policarbonato e &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/241">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/241/tavolocaffer" rel="attachment wp-att-242"><img class="alignnone size-full wp-image-242" title="tavolocaffeR" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/03/tavolocaffeR.jpg" alt="" width="600" height="448" /></a></p>
<p>Belgioioso, Officina Casati</p>
<p>Il titolo ha molto poco a che fare con questo lavoro, o più precisamente c&#8217;entra solamente da un punto di vista molto personale, si tratta della prima fase di lavorazione per tavolo riunione in ferro, policarbonato e .. caffè.<span id="more-241"></span></p>
<p>materiali:</p>
<ul>
<li>ferro</li>
<li>policarbonato</li>
</ul>
<p>finitura:</p>
<ul>
<li>verniciatura a polveri</li>
</ul>
<p>lavorazioni:</p>
<ul>
<li>taglio plasma</li>
<li>saldatura a filo</li>
</ul>
<p>photo by: Claudio Casati</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Distribuzione automatica</title>
		<link>http://hcad.it/archives/234</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 15:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[work]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Milano, studio Sistemi modulari ottimizzati per distributori automatici. Materiali e lavorazioni previste: lamiera piegata e verniciata policarbonato &#160; Imprevisto quanto gradito ritorno al disegno industriale, del tipo che privo di paradigmi estetici, deve tener conto soprattutto di funzionalità, costi &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/234">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/234/automatoff" rel="attachment wp-att-235"><img class="alignnone size-full wp-image-235" title="automatOFF" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/03/automatOFF.jpg" alt="" width="600" height="359" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Milano, studio</p>
<p>Sistemi modulari ottimizzati per distributori automatici.</p>
<p>Materiali e lavorazioni previste:</p>
<ul>
<li>lamiera piegata e verniciata</li>
<li>policarbonato</li>
</ul>
<p><a href="http://hcad.it/archives/234/automatpart" rel="attachment wp-att-236"><img class="alignnone size-full wp-image-236" title="automatpart" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/03/automatpart.jpg" alt="" width="600" height="186" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Imprevisto quanto gradito ritorno al disegno industriale, del tipo che privo di paradigmi estetici, deve tener conto soprattutto di funzionalità, costi e sicurezza.</p>
<p>Design by: hcad</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nervous card</title>
		<link>http://hcad.it/archives/220</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 10:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, studio Non c&#8217;è niente di meglio per farsi passare il nervoso che progettare l&#8217;ennesimo inutile biglietto da visita.  Ti sembra di far ordine nella tua vita. FONT: Ubuntu Font Family VECTOR DRAVING TOOL: Inkscape IMAGE MANIPULATION PROGRAM: Gimp &#160; &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/220">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-226" href="http://hcad.it/archives/220/nervouscard"><img class="alignnone size-full wp-image-226" title="nervouscard" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/02/nervouscard.png" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Milano, studio</p>
<p>Non c&#8217;è niente di meglio per farsi passare il nervoso che progettare l&#8217;ennesimo inutile biglietto da visita.  Ti sembra di far ordine nella tua vita.</p>
<p>FONT: <a href="http://font.ubuntu.com/">Ubuntu Font Family</a></p>
<p>VECTOR DRAVING TOOL: <a href="http://inkscape.org/">Inkscape</a></p>
<p>IMAGE MANIPULATION PROGRAM: <a href="http://www.gimp.org/">Gimp</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>design by: hcad</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Legami</title>
		<link>http://hcad.it/archives/187</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 23:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, Servizi Sociali Poso sempre uno sguardo distratto su case e cose per ovvi motivi. La ridondanza del vedere mi creerebbe qualche problema a causa del mio mestiere. Quando mi capita di guardare, non è mai un&#8217;esperienza banale almeno per &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/187">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/187/sedieecatene" rel="attachment wp-att-188"><img class="alignnone size-full wp-image-188" title="sedieEcatene" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/02/sedieEcatene.jpg" alt="" width="600" height="237" /></a></p>
<p>Milano, Servizi Sociali</p>
<p>Poso sempre uno sguardo distratto su case e cose per ovvi motivi.<br />
La ridondanza del vedere mi creerebbe qualche problema a causa del mio mestiere.</p>
<p>Quando mi capita di guardare, non è mai un&#8217;esperienza banale almeno per me.<br />
In questo luogo assito a una forma di &#8220;Disordine Semantico&#8221; non a caso con questi termini si descrive un disturbo collegato all&#8217;autismo, dove il luogo ingaggia una speciale sfida con la funzione semantica degli oggetti e la pragmatica del codice che vorrebbe quegli stessi oggetti in un altro racconto.<span id="more-187"></span></p>
<p><a href="http://hcad.it/archives/187/sediaecatenepart400" rel="attachment wp-att-189"><img class="size-full wp-image-189 alignleft" title="sediaEcatenePART400" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/02/sediaEcatenePART400.jpg" alt="" width="121" height="121" /></a>È un pianerottolo sul quale sbarcano scale d&#8217;emergenza esterne in calcestruzzo a vista e un ascensore. La porta dell&#8217;uscita di emergenza con rassicurante maniglione antipanico, è perennemente aperta su un odore persistente di sigaretta spenta sotto le suole e di attese prolungate.<br />
Gli arredi di una banalità disarmante, tavolino e sedia sono legati, questa poi è assicurata al condotto del sistema antincendio che, per forza di cose, è rosso come rossa è la sedia stessa &#8230; sembrano parenti stretti.</p>
<p>Le catene sarebbero esilaranti su un palco attorno ai polsi di un escapista di provincia, sono drammatiche intorno a quegli oggetti, preludono gesti per i quali è ovvio pensare una felicità impossibile.</p>
<p>Ciò che solo con il tempo e con l&#8217;esercizio, il mio sguardo è riuscito a cogliere è che mai ho visto essere umano riposarsi su quella sedia.</p>
<p>photo by: hcad</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La distopia della domotica</title>
		<link>http://hcad.it/archives/175</link>
		<comments>http://hcad.it/archives/175#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 10:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>

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		<description><![CDATA[Se è vero che “la fantascienza è morta&#8230; “ come ripeteva in un mantra ipnotico Antonio Caronia, è altrettanto vero che la Domotica non si sente tanto bene. Certo è facile arrivarci, se la domotica è stata immaginata, prefigurata pre-qualcosa &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/175">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/175/neil" rel="attachment wp-att-176"><img class="alignnone size-full wp-image-176" title="neil" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2011/01/neil.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Se è vero che “la fantascienza è morta&#8230; “ come ripeteva in un mantra ipnotico Antonio Caronia, è altrettanto vero che la Domotica non si sente tanto bene.</p>
<p>Certo è facile arrivarci, se la domotica è stata immaginata, prefigurata pre-qualcosa dalla fantascienza almeno mezzo secolo fa, e se questa muore lei non può passarsela meglio. Un po&#8217; appunto come quei romanzi o film di fantascienza dove qualcuno viene sparato in giro per il tempo per ammazzare qualcuno altro in modo che un altro ancora in un altro tempo non nasca mai .. ed è un po&#8217; in caso nostro.</p>
<p>La domotica quella che abbiamo sempre pensato e aspettato (almeno qualcuno l&#8217;ha aspettata e ci ha pure investito) non è mai veramente nata.<span id="more-175"></span><br />
Cosa è successo? È successo che ne Orwell ne Huxley avevano ragione nonostante fossero in antitesi, nonostante si pensasse che le loro opere coprissero tutte le variabili di sviluppo di una società futura, il risultato è stato che la società non è evoluta verso un grande fratello tecnologico o verso una società perfetta ma mistificata.<br />
È successo che quello che ci aspettavamo, cioè che l&#8217;uomo comune si compiacesse di programmare scenari/ambientazioni diverse della sua casa, di far partire la lavatrice dall&#8217;ufficio, di aprire/chiudere con un battito di ciglia veneziane alla 9 settimane e ½ micro-motorizzate servo-assistite, non fosse più una priorità, uno status symbol qualcosa da bramare o in cui identificarsi.<br />
Del resto se ci penso, in questa generale decontestualizzazione anche la mia collana di fantascienza preferita in mano al perfido editore di Zorg venuto dal passato, è stata affossata e con lei il genere tutto in Italia.<br />
Non è successo perché non c&#8217;è un grande fratello da cui scappare i televisori-telecamere da cui nascondersi, non esiste un complotto da smascherare un passato nascosto da scoprire, alla fine ci siamo solo noi “individui” soli e se sfuggiamo, e la domotica è fuggire, a tutto ciò .. alle nostre micro incombenze quotidiane perdiamo proprio noi stessi e quelle sicurezze che nei gesti ripetitivi troviamo tutti i giorni.<br />
La realtà è che la fantascienza non è morta, trova, quello si, delle immense difficoltà a raccontare di uomini, uomini che non voglio volare fra le nuvole e tanto meno nello spazio, che non voglio essere cowboy del cyberspazio, del resto l&#8217;iPhone ha ammazzato il cyberspazio …</p>
<p>La fantascienza stenta e fatica ma cerca di ripartire da li, lo vediamo nel prolifico Peter F. Hamilton e il suo concentrasi su temi spirituali ripartendo proprio dalla space opera e all&#8217;opposto, in Greg Egan visionario trasduttore dell&#8217;ontologia quantistica in storie di fantascienza, anche tra loro due come tra Orwell e Huxley si affermerà una terza strada una diversa singolarità che ammazzerà una volta ancora la fantascienza e al nostra proiezione in un altrove possibile.<br />
La realtà è che la domotica non è morta ma si sta concentrando ossessivamente sulla sicurezza, non come insieme di dispositivi o pratiche per garantirla,  ma come qualità/espressione del voyerismo..  dello spiarci, del vederci trasposti&#8230;<br />
Posizionare occhi elettronici ovunque non per farci controllare da qualcuno ma da noi stessi le, perché mai ci sarebbe bisogno di “un grande fratello” (diciamocelo tra Orwelle Huxley chi ci ha acchiappato di più è il primo, anche se poi il secondo si è rifatto con la mescalina) quando il primo controllore delle nostre vite siamo noi stessi quando la normalizzazione o l&#8217;indifferenza passa attraverso la rassicurate constatazione di una normalità nel campo di ripresa dell&#8217;ottica di una telecamera o nello stato di quiete di un sensore ambientale.<br />
Nell&#8217;insieme non ci sentiamo tutti troppo bene .. possiamo sempre prendere un razzo e piantare tutto su questa terra del resto Douglas Adams ci ha scritto pure la guida&#8230;</p>
<p>photo by: hcad</p>
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		<title>Taglio e cucito</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 16:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hcad</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Milano, casa Shah C&#8217;è molto di femminile in questa casa, ci sono gesti ampi, decisi e calmi, ci sono lunghe meditazioni improvvisi ripensamenti ci sono colori che io non potrei mai neanche sognare. Si sarebbe portati a pesare che &#8230; <a href="http://hcad.it/archives/98">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://hcad.it/archives/98/aranciorid" rel="attachment wp-att-100"><img class="alignnone size-full wp-image-100" title="arancioRID" src="http://hcad.it/wp-content/uploads/2010/12/arancioRID.jpg" alt="" width="600" height="334" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Milano, casa Shah</p>
<p>C&#8217;è molto di femminile in questa casa, ci sono gesti ampi, decisi e calmi, ci sono lunghe meditazioni improvvisi ripensamenti ci sono colori che io non potrei mai neanche sognare.</p>
<p>Si sarebbe portati a pesare che il titolo del post abbia a che fare con quest&#8217;aspetto &#8220;femminile&#8221; del lavoro, invece no, taglio e cucito perché sia la storia narrabile e reale dell&#8217;oggetto edilizio in se, che quella del risultato formale, sono un fitto tessuto di eventi e di decisioni che solo la propensione sartoriale di un certo “mestiere” da architetto poteva maneggiare in modo efficace.<span id="more-98"></span></p>
<p>Ma lontano da tutto ciò che fa solo parte della professione , quello che rimane, cioè quello che interessa veramente sono i piani, i volumi creati, e di come questi si confrontino in un rapporto di prevalenza li uni verso gli altri.</p>
<p>Non era la strategia prevista, ma alla fine è risultata tra quelle possibili la più affascinante, riprendere quel linguaggio delle geometrie complesse in cui si opera un continuo spostamento dell&#8217;attenzione dalla qualità dei piani (colori tagli proporzioni) a quella dei volumi. La sequenza della percezione e della fruibilità non è mai ferma, mai banale, come non sono ne banali ne semplici le motivazioni che la animano.</p>
<p>C&#8217;è un ago e filo che tiene insieme i piani e c&#8217;è una mano che gonfia i volumi e gli da forma, che gira e volta il l&#8217;abito per vedere come è venuto, come cade, come sta.</p>
<p>Ciò che di femminile c&#8217;è veramente è l&#8217;apporto nei gesti e nella presenza di Shah la committente/amica che ringrazio per la sensibilità delle scelte cromatiche e soprattutto per la non trascurabile pazienza.</p>
<p>photo by: hcad</p>
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